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La Camera

La Camera di Commercio è un Ente autonomo funzionale di diritto pubblico che svolge, nella circoscrizione territoriale provinciale, funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese, promuovendo e curandone lo sviluppo nell''ambito delle economie locali.
Una Istituzione aperta, vicina alle attività economiche del territorio, vero e proprio interfaccia tra economia reale, imprese e Pubblica Amministrazione.

Cenni storici
Le Camere di Commercio fondano le proprie radici in tempi assai remoti. Dai Collegia opificum mercatorum dell''antica Roma repubblicana alle Corporazioni di Arti e Mestieri del Medioevo, i primi organismi denominati "Camere di Commercio" nascono in Francia (la prima fu quella di Marsiglia, del 1599). Soppresse dalla Rivoluzione Francese, in quanto ritenute associazioni fonti di privilegi, furono ricostituite da Napoleone.

Sessant''anni dopo l''istituzione della Camera di Commercio di Genova, voluta da Napoleone nel periodo di annessione della Liguria alla Francia (1805/1815), la Camera di Commercio ed Arti di Savona venne istituita con Regio Decreto 19 gennaio 1865, n. 2127, con giurisdizione limitata al Circondario Sabazio, quindi estesa al Circondario di Albenga, già soggetto alla giurisdizione camerale genovese, con successivo R.D. n.2164/1865.

La Sottoprefettura di Savona, con un suo manifesto del 2 giugno 1865, comunicava alla cittadinanza l''insediamento del Primo Consiglio Camerale, composto di 9 membri eletti il 7 maggio 1865, insediato a Palazzo Comunale il 4 giugno.
Il cav. Angelo Ponzone era il Presidente e Angelo Frugone il Vice.

Nel 1896 il Consiglio contava 11 Consiglieri; 15 nel 1902; 17 nel 1908; 21 nel 1911; 25 nel 1921.

Durante il ventennio fascista la denominazione "Camera di Commercio e Industria" mutò ancora in Consigli Provinciali dell''Economia, poi dell''Economia Corporativa e infine delle Corporazioni e venne esplicitamente riconosciuto il carattere pubblicistico degli Enti camerali.

Tutte le disposizioni di legge relative ai Consigli e agli Uffici provinciali dell''economia corporativa furono assorbiti dal Testo Unico approvato con R.D. 2011 del 20 settembre 1934.

Alla caduta del fascismo, il sistema corporativo venne abolito e di conseguenza vennero modificate le istituzioni da esso create.

Una soluzione provvisoria intervenne con il D. Lgs. Lgt. n. 315 del 21 settembre 1944, che sostituì i Consigli con le "Camere di Commercio, Industria e Agricoltura".
La denominazione di "Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura" fu introdotta dalla legge n. 792 del 26 settembre 1966.

L''attuale assetto giuridico-istituzionale trova fondamento nella L. n.580 del 29 dicembre 1993 (Riordinamento delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura), la quale ha sancito una riforma degli enti camerali attesa per cinquant''anni. Con la legge di riforma le Camere di Commercio infatti hanno acquisito autonomia istituzionale, statutaria, organizzativa, finanziaria.

Con il riconoscimento della potestà statutaria e l''ampliamento delle competenze, le Camere di Commercio rappresentano oggi l''istituzione di riferimento per l''interesse generale delle imprese e per il sostegno all''economia locale, con una missione chiara e univoca: la funzione di servizio alle imprese, la funzione di far crescere una capacità di risposta alle domande delle imprese il più possibile diffusa e aderente ai bisogni.
Pagina aggiornata al: 17.01.2012
 

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